dott. SAMUEL WHITSITT


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studio: B27

Note

Titoli conseguiti:
B.A. -- Laurea in Sociologia e Antropologia (American University of Beirut, Beirut, Libano)
M.A. in English (University of Illinois at Springfield, Springfield, Illinois, USA)
Ph.D. in English (State University of New York at Buffalo, Buffalo, New York, USA)

Posizione attuale:
Ricercatore non-confermato di Lingua e Traduzione (L-Lin/12) presso SSLiMIT, Forlì.

Formazione e titoli:
1965-67
Frequenza del corso di Laurea in Sociologia presso la Facoltà di Sociologia della Indiana University, a Bloomington, Indiana (USA).
1968-70
Frequenza del corso di Laurea in Scienze Politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche della University of the Philippines’, a Quezon City (Repubblica delle Filippine).
1970-72
Frequenza del corso di Laurea in Sociologia e Antropologia presso la Facoltà di Sociologia e Antropologia della American University of Beirut, a Beirut (Libano). Titolo conseguito: Bachelor of Arts in Sociologia e Antropologia.
1972-73
Frequenza del corso di lingua araba presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Damasco, a Damasco (Siria).
1973-74
Frequenza del corso di Scuola Estiva Internazionale di Semiotica presso l’Università di Urbino, a Urbino (Italia).
1977
Frequenza del corso di Scuola Estiva Internazionale di Semiotica presso la Vanderbilt University, a Nashville, Tennessee (USA).
1977-78
Master of Arts presso la University of Illinois at Springfield (già Sangamon State University), a Springfield, Illinois (USA).
Titolo conseguito: Master of Arts in Inglese.
1978-82
Si iscrive al Dottorato di ricerca (Ph.D.) in Inglese presso la State University of New York at Buffalo, a Buffalo, New York (USA).
1982-83
Gode di una borsa di studio Fulbright Scholar all’Università di Bologna (DAMS), avendo come docente di riferimento Umberto Eco.
1987-88
Termina gli studi di Dottorato presso la Facoltà di Inglese della State University of New York at Buffalo, a Buffalo, New York (USA).
Titolo conseguito: Doctorate of Philosophy in Inglese (Ph.D.).
Titolo della tesi: “In Other Words: Readings on Eco, Melville and James,” sotto la supervisione del Professor Leslie Fiedler; altri membri del comitato esaminatore: Prof. Rodolphe Gaschè, Prof. Carol Jacobs.

Attività didattiche:
1977-78
Teaching Assistant presso il Dipartimento di Inglese della University of Illinois at Springfield (già Sangamon State University), a Springfield, Illinois (USA). Ha collaborato col Professor Michael J. Lennon nell’insegnamento di un corso interdisciplinare intitolato “The American Identity.”
1978-82
Teaching Assistant presso il Dipartimento di Inglese della State University of New York at Buffalo, a Buffalo, New York (USA). Insegnamento di tecniche di composizione, scrittura, argomentazione, e ricerca (English 101 e 102). Insegnamento di un corso sul romanzo americano del novecento (The Nineteenth-century American Novel).
1982
Teaching Assistant presso il Dipartimento di Italiano della State University of New York at Buffalo, a Buffalo, New York (USA). Insegnamento di un corso introduttivo della lingua italiana (Introduzione all’Italiano: Italian 101).
1983
Insegnamento di Letteratura Inglese e Americana presso il Liceo Sabin, di Bologna.
1983-85
Lettore di Inglese presso il Centro Interfacoltà di Linguistica Teorica e Applicata (CILTA), dell’Università di Bologna, Bologna.
1988 (primavera)
Lecturer in English. Insegnamento di Letteratura anglo-americana presso il Medaille College, Buffalo, New York (USA). Corso intitolato: The Short Story.
1988-95
Assistant Professor presso il Dipartimento di Inglese della Oklahoma State University, a Stillwater, Oklahoma (USA). Corsi sulla Critica Linguistica, Filosofica e Letteraria; corsi sulla Letteratura Americana dell’epoca coloniale e del novecento; corsi sulla semiotica; corsi post-laurea sulla teoria critica e semiotica.
1991-92
Professore a contratto di Inglese presso la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali dell’Università di Trieste, sede di Gorizia. Titolarità dei corsi di scrittura accademica e corsi sull’analisi di testi politici e economici.
1995-96
Professore a contratto di Inglese presso la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali dell’Università di Trieste, sede di Gorizia. Titolarità dei corsi di scrittura accademica, e corsi sull’analisi di testi politici e economici.
1995-96
Collaboratore linguistico di Inglese presso il Centro Interfacoltà di Linguistica Teorica e Applicata (CILTA), dell’Università di Bologna, Bologna.
1995-2001
Professore a contratto di Lingua e Linguistica Inglese e Traduzione presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Bologna, sede Forlì. Corsi su Traduzione, Lingua Inglese, e Cultura e Lingua e Istituzioni dei paesi di lingua inglese.
2001-presente
Ricercatore non-confermato di Lingua e Traduzione - Lingua Inglese (L-LIN-12) presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Bologna, sede Forlì. Corsi su Lingua Inglese.
2001-presente
Titolarità del Seminario: “Lingua e Cultura Americana,” presso la Facoltà di Lingua e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Modena.

Acquisizioni di merito:
1977-78
Teaching Assistant, English Department, University of Illinois at Springfield (già Sangamon State University), a Springfield, Illinois (USA).
1978-82
Teaching Assistant, Department of English, State University of New York at Buffalo, a Buffalo, New York (USA).
1982
Teaching Assistant, Department of Italian, State University of New York at Buffalo, a Buffalo, New York (USA).
1982-83
Borsa di studio, Fulbright Scholar, presso l’Università di Bologna (DAMS), avendo come docente di riferimento Umberto Eco.
1983-84
Borsa di studio, Butler Chair, State University of New York at Buffalo, Buffalo, New York (USA).

Esperienze professionali e amministrative:
1969
Lavoro volontario con PANAMIN (Presidential Advisor on National Minorities), Manila, Repubblica delle Filippine.
1971
Lavoro volontario: insegnamento di inglese nel campo dei profughi palestinesi, a Shatila, Libano.
1975-76
Impiegato presso la ‘Illinois Bell’ (filiale della multinazionale AT&T- American Telephone and Telegraph) di Springfield, Illinois (USA) in qualità di Responsabile del controllo contabile.
1977
Co-organizzatore della Annual Poetry Fair, della University of Illinois at Springfield (già Sangamon State University), a Springfield, Illinois (USA).
1990-91
Membro della Commissione per la selezione del personale docente, Oklahoma State University, a Stillwater, Oklahoma (USA).
1990-91
Rappresentante per il Dipartimento di Inglese nella Commissione d’Ateneo, Oklahoma State University, a Stillwater, Oklahoma (USA).
1991-92
Responsabile del progetto e della realizzazione della Mediateca presso il Centro Interfacoltà di Linguistica Teorica e Applicata (CILTA), Bologna.
1994
Direttore dei gruppi di studio su ‘La Critica Letteraria’, Oklahoma State University, a Stillwater Oklahoma (USA).
2003
Collaborazione all’organizzazione del convegno, “Constructing Identities: Translations, Cultures, Nations,” SSLiMIT, Forlì, 8-10 maggio.
2002-presente
Rappresentante del progetto Erasmus-Socrates: SSLiMIT / Exeter University, England.
2004
Membro del Collegio Docenti del Dottorato di “Communicazione Interculturale,” SSLiMIT, Forlì.

Collaborazioni editoriali:
1971
Partecipa al Comitato di redazione della rivista studentesca, "Breaking the Chains", American University of Beirut, Beirut (Libano).
1977
Partecipa al Comitato di redazione della rivista di poesia, "The Alchemist", Sangamon State University, a Springfield, Illinois (USA).
1990-91
Editor della rivista di poesia, "The Midland Review", Oklahoma State University, a Stillwater, Oklahoma (USA).

Associazioni professionali:
Membro dell’Associazione Italiana di Anglistica
Membro della European Society for the Study of English

Attività di ricerca:
La domanda che sottende a tutte le mie ricerche è la seguente: “Qual è la natura della relazione fra due termini?”. La natura della relazione fra due termini si può concepire, ad esempio, pensando a due termini che si fondono in uno, o a due termini di cui uno cancella l’altro, alternative di per se stesse difficili da distinguere, mentre ciò che costituisce i due termini può essere qualsiasi cosa: in linguistica, per esempio, gli aspetti della relazione fra significante e significato, o di collocazione e prosodia semantica, ma anche le tematiche relative ad un campo di studio come la lingua e la cultura--questioni politiche riguardanti ciò che è all’interno e ciò che è all’esterno, questioni riguardanti le differenze di gender (uomo/donna) e/o di razza (bianco/nero) ed, ancora, problemi di traduzione relativi alla lingua di partenza e a quella d’arrivo, ecc. Ho scelto “ecc.” consapevolmente perché l’elenco è pressoché infinito: non solo è possibile ricondurre tutto ad una domanda comprendente due termini ma la forma di questa domanda è parte integrante del nostro modo di pensare, in Occidente se non altrove. Per essere più specifici, tale forma vi è cosi radicata che il concetto di identità, ad essa strettamente connesso, è alla base del nostro pensiero: l’identità di qualcosa viene infatti compresa grazie a quel secondo termine, “il suo” altro o quello che il primo non è.
Non è quindi un mero gioco di parole affermare che la “questione dell’identità” è sempre stata una componente essenziale della mia attività di ricerca (i.e. Qual è la natura della relazione fra due termini?). C’è un forte nesso fra il corso che ho tenuto su “The American Identity” durante il conseguimento del mio Master presso la University of Illinois nel 1977-78 e l’intervento sul concetto di identità (Dangerous Borders: The Concept of Identity in the Work of David Henry Hwang) presentato alla conferenza, Costruire L’Identità: Traduzioni, Culture, Nazioni, tenuta a Forlì nel maggio 2003. E la metodologia che adopero nell’analisi del concetto d’identità è anche la stessa che mi serve nell’analisi del concetto di “semantic prosody” che si trova nell’articolo (A Critique of Semantic Prosody) che attualmente è sotto considerazione per la publicazione in International Journal of Corpus Linguistics. Tutti questi lavori svelano il tentativo di capire qualcosa tramite ciò che la cosa non è; tutti dimostrano una necessità ideologica di tracciare dei limiti fra ciò che è “dentro” e ciò che è “fuori” perché si costituisca un senso di identità. E’ certamente possibile analizzare la questione dell’identità in vari modi e la mia ricerca può essere suddivisa in tre campi principali: lingua e cultura inglese e americana, linguistica, e teoria della traduzione. Qui di seguito, descriverò brevemente ciascuno dei campi suddetti.
Lingua e cultura: molte delle mie ricerche e delle mie materie di insegnamento rientrano in questo ambito. Da molti anni sia alla SSLiMIT a Forlì che all’università di Modena insegno dei corsi sul rapporto fra cultura e lingua. La possibilità di concentrarmi a lungo su questa tema mi ha consentito di formulare varie idee, soprattutto sul modo di capire e presentare la cultura americana come un costrutto linguistico e semiotico. Ho attinto all’opera di Raymond Williams, Key Words, integrandola con corpora e programmi di concordanze, e ho collaborato con gli studenti, ottenendo buoni risultati, al fine di creare dei “cluster” di sinonimi e contrari, studiare parole chiave sia dal punto di vista sincronico che diacronico, esplorare l’OED e constatare come le metafore svolgano un ruolo fondamentale nell’espressione della cultura. I miei articoli che più si avvicinano a questo tipo di ricerca riguardano uno il calcio (Soccer: The Game America Refuses to Play, 1994) e l’altro il rapporto fra i blue jeans e il linguaggio (The Decline of the tight Fit: Blue Jeans, Language and American Culture, 1991). In questi scritti sostengo che il modo di vestire in jeans e l’astenersi dal giocare a calcio degli americani sono metafore per il loro modo di concepire sia la lingua che la cultura. Inoltre, in settembre 2004 alla conferenza ESSE (Zaragoza, Spagna), terrò un intervento su come l’uso dei monosillabi in inglese americano rifletta e costituisca la cultura e l’ideologia WASP nel Nord America.
Le “voci” che dal diciassettesimo secolo fino agli inizi del ventesimo hanno dato espressione alla cultura americana sono prevalentemente WASP e maschili. Si avverte quindi la necessità di altre prospettive. Questa necessità mi ha spinto a studiare Alice Walker, scrittrice afro-americana, e Spike Lee, regista afro-americano, quali testimoni di una visione contrastante della cultura americana egemone. I risultati di questa ricerca sono stati presentati a convegni (A Stitch in Time: The Quilt as a Figure for History in Alice Walker’s “Everyday Use,” intervento presentato alla Annual Conference of the South Central Modern Language Association, New Orleans, Louisiana (USA), 12 novembre 1994, e Afro-American Identity in Cinema: Spike Lee’s “Do The Right Thing,” intervento presentato al convegno, “Cinema e Identità,” L’Università di Modena e Reggio Emilia, 2-3 marzo 2000) e sono stati pubblicati (In Spite of It All: A Reading of Alice Walker’s ‘Everyday Use’, in “African American Review,” Vol. 34, No. 3, Fall 2000, Indiana State University Press, Terre Haute, Indiana, pp. 443-459, il quale sarà ripubblicato da Houghton-Mifflin in un libro di testo universitario sulla “short story,” e L’identità afroamericana nel cinema: Do the Right Thing, ovvero “Gioca la palla”, di Spike Lee, in Schermi della Dispersione: Cinema, storia e identità nazionale, a cura di Bussi, Elisa e Leech, Patrick, Torino, Lindau, 2003, pp 211-224).
Un’altra visione ci viene offerta da Charles Laughton nel suo film, inglese e profondamente anglicano, basato su un romanzo di marcata matrice americano-calvinista, The Night of the Hunter. Nella mia analisi di questo film, che è omonimo del libro, nella conferenza, “Lo specchio dei mondi impossibili: Il fantastico nella letteratura e nel cinema,” Università di Bologna, Bologna, 18-19 marzo, 1999, cercavo di dimostrare che quella che sembra essere una concezione europea del “fantastico” non combacia con il senso dell’orrore americano-calvinista (“The Night of the Hunter”: an example of the Fantastic?, pubblicato: “The Night of the Hunter”: An example of the Fantastic?, in Lo Specchio dei Mondi Impossibili: il fantastico nella letteratura e nel cinema, a cura di Bragaglia, Cristina, Bussi, Elisa, Giacobazzi, Cesare e Imposti, Gabriella, Firenze, Aletheia Editore, 2001, pp. 217-222). E sebbene non abbia incluso opere di Herman Melville e di Henry James in questo articolo, l’analisi che ne ho svolto permea ogni mia attività. Entrambi gli articoli, The Fall Before the Fall (1992) e A Lesson in Reading (1995) sono tratti dalla mia tesi di dottorato e una delle ragioni per la scelta di questi autori è che nelle loro inconciliabili differenze di stile, di tematiche e di percezione linguistica è racchiusa la summa dello scrivere in America dalla metà del XIX secolo fino ai primi del XX. Melville sta al proposito di vincolare le parole alle intenzioni come Ahab al tentativo di immobilizzare Moby Dick infilzandolo con un arpione mentre James trasformerebbe la Grande Balena Bianca in una sorta di storia di fantasmi o creerebbe un effetto linguistico “spettrale” in cui niente è immobile.
James Joyce è stato per me una scoperta recente e la possibilità di analizzare la sua opera e di integrarla nel materiale di insegnamento mi ha dato la possibilità di arricchire l’insegnamento della lingua inglese attraverso lo studio della letteratura. Il risultato di questa ricerca, tuttora in corso, è sfociato in due articoli, uno su Araby, uno dei primi racconti di Joyce, dove ho cercato di dimostrare come in questo scritto l’autore presenti già la lingua come qualcosa di corposo, materiale, denso, qualcosa che può sviare da una compresione trasparente, ed un altro sull’uso che Joyce fa della figura retorica, la sinnedoche, in Ulysses (entrambi gli articoli sono stati presentati a conferenze (2000 e 2001) e sono stati pubblicati (2002 e 2003) - che mi offre ora lo spunto per descrivere la mia attività di ricerca nel campo della Linguistica.
Linguistica: Nell’analizzare il semiotico John Deely (Semiotic Gratuites, 1987), Foucault (Reading Foucault, 1994), la dimensione giuridica e linguistica del XIV emendamento della Costituzione Americana (Before Tenure: The Letter of the Law, 1995), Henry Gates, l’intellettuale afro-americano tanto acclamato in America, lo stimato studioso puritano Sacvan Bercovitch (Chains and/ or Brands: kinky figures in the discourse of Henry Louis Gates, Jr. and Sacvan Bercovitch, 1997), i pensatori americani di impronta puritana e pragmatica come Increase Mather e Williams James (The Puritan / Pragamtic Solution to Argument: Dont’t Argue; Just Do It, 1998) e le figure retoriche come la metafora e la metonimia nel film “Pulp Fiction”, ho cercato di dimostrare che le strategie argomentative e retoriche sono spesso in tensione fra loro e sovente si neutralizzano, producendo l’effetto contrario di quello desiderato. Questo stesso meccanismo si verifica, inoltre, a mio avviso, anche nel tentativo di alcuni studiosi di corpus linguistics di sostenere che il concetto di prosodia semantica è un concetto linguistico, mentre l’analisi da me condotta dimostra che è un concetto ideologico (A Critique of Semantic Prosody; proximity, promiscuity, prophylactics, novembre 2000, e articolo attualmente considerato per la pubblicazione da International Journal of Corpus Linguistics). Questi scarti tra termini mi portano alla ricerca nel campo della traduzione, dove è sempre presente una “deviazione”, un dire qualcosa in altra forma o in altre parole.
Traduzione: La prima lunga opera che ho tradotto, Idea della prosa di Giorgio Agamben, sostiene in realtà la tesi della intraducibilità di un testo e a volte temo di aver aiutato l’autore a corroborarla! Durante il convegno AIA tenutosi a Genova nel 1996, ho cercato di esporre le mie idee sulla teoria della traduzione e ho esaminato profusamente la visione di Lawrence Venuti e di Walter Benjamin (Leaving Translation in the Shade: or, Three Reactions to Lawrence Venuti’s Sunny Thoughts on Translation Theory, stampato in proprio novembre 2000. In ottobre 2003, ho firmato un contratto per la traduzione del libro, Il Tractatus Logico-Philosophicus: introduzione alla lettura (Roma: Carocci, 2000), di Pasquale Frascolla, la cui traduzione in inglese sarà pubblicata poi da Longman.
Una volta, ad una lezione di traduzione, mi è stato detto che analizzo una ricetta alla stregua di un testo filosofico. Lo presi come un complimento anche se non lo era; tale affermazione, infatti, denuncia l’omissione di alcune prerogative essenziali del traduttore. Mi sono reso conto infatti della necessità di affrontare la grande tensione tra l’approccio filologico e approfondito alla ricerca e alla traduzione con le esigenze e i tempi del mercato, situazione in cui spesso un traduttore si trova. Ritengo comunque di poter fornire agli studenti nuovi strumenti per affrontare la lingua inglese e la cultura anglo-americana e penso che tutta la mia attività di ricerca, in ultima analisi, abbia attinenza con la traduzione. Le stesse domande che questa solleva emergono continuamente nella mia attività di ogni giorno in quanto il posto della traduzione e del traduttore si colloca, infine, in quello spazio compreso fra due termini.

Pubblicazioni
 
ARTICOLI E SAGGI
·  1987: Semiotic Gratuities: Some Thoughts on John Deely's Introducing Semiotic, (The American Journal of Semiotics, 1987, Irvine, California (USA), University of California, Irvine, pp. 69-84).
·  1991: The Decline of a Tight Fit: Blue Jeans, Language and American Culture, (Studies in Popular Culture, XIV: 1, 1991, Murfreesboro, Tennessee (USA), Middle Tennessee State University, pp.17-27).
·  1992: The Fall Before the Fall: The Game of Identity, Language and Voice in Melville's White-Jacket, (Arizona Quarterly, Vol. 48, No. 2, Summer 1992, Tucson, Arizona (USA), The University of Arizona Press, pp. 57-79).
·  1994: Reading Foucault, ().
·  1994: Soccer: The Game America Refuses to Play, (Raritan, Vol. XIV, No. 1, Summer 1994, Camden, New Jersey (USA), Rutgers University, pp. 58-69).
·  1995: A Lesson in Reading: Henry James, The Real Thing, (Henry James Review, 16, 1995, Baltimore, Maryland (USA), The Johns Hopkins University Press, pp. 304-314).
·  1995: Before Tenure: The Letter of the Law, ().
·  1997: Chains and/or brands: kinky figures in the discourse of Henry Louis Gates, Jr. and Sacvan Bercovitch, Padova, CEDAM, (Quaderni Linguistici, Vol. 2, 1997: La costruzione linguistica della comunicazione politica, a cura di Miller, Donna and Vasta, Nicoletta, pp. 169-201).
·  2000: A Critique of Semantic Prosody; proximity, promiscuity, prophylactics, ().
·  2000: In Spite of It All: A Reading of Alice Walker’s, Everyday Use, (African American Review, Vol. 34, No. 3, Fall 2000, Indiana State University Press, Terre Haute, Indiana (USA), pp. 443-459).
·  2001: The Night of the Hunter: An example of the Fantastic?, Firenze, Aletheia Editore, (Lo Specchio dei Mondi Impossibili: il fantastico nella letteratura e nel cinema, a cura di Bragaglia, Cristina, Bussi, Elisa, Giacobazzi, Cesare e Imposti, Gabriella, 2001, pp. 217-227).
·  2002: Driven by Vanity, or Driving Yourself: Rethinking Joyce’s Araby, Roma, Bulzoni Editori, (Several Inverted Volumes Improperly Arranged, Vol. 7, a cura di Bollettieri Bosinelli, Rosa Maria, Ruggieri, Franca, pp. 331-340).
·  2003: L’identità afroamericana nel cinema: Do the Right Thing, ovvero Gioca la palla, di Spike Lee, Torino, Lindau, (Schermi della Dispersione: Cinema, storia e identità nazionale, a cura di Bussi, Elisa e Leech, Patrick, pp. 211-224).
·  2003: Stephen’s Romantic Synecdoches, Roma, Bulzoni Editori, (Romantic Joyce, Joyce Studies in Italy, Vol. 8, a cura di Ruggieri, Franca, pp 153-160).
 
TRADUZIONI
·  ????: Strade Blu, (di Francesca Cavazzoni. MovieMovie. Otto puntate a Rai Tre. Direttore di Traduzione. 2002-2004).
·  1988: Knowledge and Learning in the History of the University, (), (di Ezio Raimondi, in Alma Mater Studiorum, Vol. I, No.1, 1988, Bologna, pp. 14-23).
·  1994: Kapadokkia, (), (di Joseph Brodsky, World Literature Today, Vol. 69, No. 1, inverno 1994, p. 173, (co-traduttore: Victor Dimitriev).).
·  1994: The Color of Heather, (), (di Natalia Gorbanevskaia, World Literature Today, Vol. 68, No. 4, autunno 1994, p. 841 (co-traduttore: Victor Dimitriev)).
·  1995: Idea of Prose, (), (di Giorgio Agamben, The State University of New York Press, Albany, New York, 1995, pp. IX-138 (co-traduttore: Michael Sullivan)).
·  1996: Art Work, Milano, Electa, (di Anna Valeria Borsari, Electa, Milano, 1996, pp. 7-63. Edizione italiana. Opere, di Anna Valeria Borsari, 1996, pp. 5-131).
·  1996: Lost Paintings, (), (di Anna Valeria Borsari, Sintesi, Bologna, 1996, pp. 1-5).
·  2000: Il Tractatus Logico-Philosophicus: introduzione alla lettura, di Pasquale Frascolla, 2000. La traduzione in inglese sarà pubblicata da Longman, London, Roma, Carocci.
·  2003: Particular Signs, Edizione italiana: Segni particolari, (di Giuseppe Bertolucci. Film documentario, inaugurato a Bologna (Italia), il 10 novembre 2003).
 
INTERVENTI A CONVEGNI
·  ????: Dangerous Borders: The Concept of Identity in the Work of David Henry Hwang, ().
·  ????: One More Crime Against Fecundity: Onanism, for example, ().
·  ????: Stephen’s Romantic Synecdoches Rome, ().
·  ????: The Bear Facts about Robert Kagan’s Power and Weakness, ().
·  1989: Respondant nella tavola rotonda su Heidegger and Language, della International Association of Philosophy and Literature, ().
·  1990: Against Theory, Once Again, ().
·  1991: Blue Jeans, Language and Culture, ().
·  1993: The New Pragmatism: or, Just Do It, (intervento presentato Annual Conference of the South Central Modern Language Association, Austin,Texas (USA), 16 ottobre 1993).
·  1994: A Stitch in Time: The Quilt as a Figure for History in Alice Walker's 'Everyday Use, ().
·  1994: Reading Foucault, ().
·  1994: Soccer: The Game America Refuses to Play, ().
·  1996: Leaving Translation in the Shade: or, three reactions to Lawrence Venuti’s Sunny Thoughts on Translation Theory, ().
·  1996: The Puritan / Pragmatic Solution to Argument: Don’t Argue; Just Do It, ().
·  1997: Metaphor and Metonymy in Pulp Fiction, ().
·  1999: The Night of the Hunter: a case of the Fantastic?, ().
·  2000: A Critique of Semantic Prosody: proximity, promiscuity, and prophylactics, ().
·  2000: Afro-American Identity in Cinema: Spike Lee’s “Do The Right Thing, ().
·  2000: Driven by Vanity, or Driving Yourself: Rethinking Joyce’s Araby, ().
·  2004: Presentazione del libro, Dark Horizons, (), London, Routledge.
 
IN CORSO DI PUBBLICAZIONE
·  ????: A Critique of Semantic Prosody, (), London, John Benjamins.